GRAN GALÁ DELLA SOLIDARIETÁ 2013: le immagini


Siamo arrivati alla quarta edizione, ma più passa il tempo e più le emozioni diventano intense, belle, incontenibili. Non ci si abitua alla magia che Il Gran Galà della Solidarietà mette in scena ogni anno nelle cucine e nelle sale dell’Hotel Torre del Sole per regalare un sogno di speranza e dignità a chi soffre.
 Affidiamo il racconto della splendida serata del 26 novembre 2013 a un album di foto fatto di volti, sorrisi, sapori e momenti di cui vi saremo grati per sempre.
Grazie ai ristoratori dell’Associazione Terracina a Tavola, che con professionalità eccelsa e inesauribile entusiasmo nutrono l’anima dell’evento e alla famiglia Amuro che gli ha dato una ‘casa’.
Grazie alle Istituzioni, che non dimenticano mai di apprezzare e sostenere il nostro lavoro. Grazie ai giornalisti, che lo raccontano con passione.
Grazie ai medici, agli infermieri, ai volontari e a quanti offrono competenze e tempo prezioso al servizio di chi ne ha più bisogno. Grazie a tutti coloro che con i loro piccoli grandi gesti di solidarietà renderanno possibile l’apertura dell’ambulatorio multi professionale accreditato AISTOM per le persone portatrici di stomia, il finanziamento di un medico neuropsicologo a sostegno dei pazienti affetti da demenza senile presso l’ospedale Alfredo Fiorini di Terracina e il progetto di un ambulatorio per dialisi peritoneale a domicilio.
Grazie a Marco Basile, che ha donato la sua immagine e ancor più il suo cuore alla causa di AnnaLaura.

























































Per concludere vorrei lasciare traccia, su queste pagine, di alcune parole che hanno avuto grande importanza nella serata: quelle dell’assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini che ha voluto farci omaggio di un accorato messaggio di saluto e le mie, scritte nei versi di una poesia per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Grazie a tutti.




Cari amici,
sono molto dispiaciuta di non essere con voi al Gran Galà della Solidarietà, ma impegni istituzionali mi trattengono stasera a Roma e mi porteranno domattina a Bruxelles. Anche se fisicamente distante, però, voglio farvi sapere che avete ugualmente tutta la mia vicinanza e tutto il mio sostegno alla vostra iniziativa e ai progetti che vi proponete di finanziare con questa edizione del Galà.
Entrambi i temi, tanto quello del sostegno ai pazienti affetti da demenza senile quanto quello della cura delle persone stomizzate sono importantissimi e, come sempre, segno della grande competenza e della passione anima l’Associazione ANNALAURA nella sua battaglia per la dignità delle persone più fragili. Quelle persone spesso lasciate sole insieme alle loro famiglie davanti al dramma della malattia, che invece meritano ancora più degli altri il sostegno deciso e costante dell’intera società e delle Istituzioni.
Il vostro impegno è prezioso per tutta la comunità di Terracina e anche per me personalmente, perché mi è da esempio e stimolo, come assessore regionale, per un servizio alle Istituzioni sempre attento in primo luogo ai bisogni di chi fa più fatica e rischia di essere lasciato indietro.
Vi ringrazio e vi saluto con affetto, formulandovi i miei migliori auguri per la riuscita della serata e soprattutto dei vostri progetti.

Rita Visini
Assessore alle Politiche sociali e allo sport della Regione Lazio



Soffio di donna


Ci sono amori che ci trafiggono il cuore con lame sottili,
lo penetrano ma non lo attraversano per non farci morire.
Sono lame taglienti,
 ma noi siamo brave ad anestetizzarci per non sentire il dolore.
Il cuore sanguina, e noi lo tamponiamo perché possa guarire,
 perché possa continuare a battere.

 Rimangono cicatrici profonde
 e siamo di nuovo pronte a farci affondare un altro fendente,
 ma abbiamo imparato a curarci
e siamo brave ad aspettare che riprenda il suo ritmo
a volte lento e a volte frenetico.

Siamo narcotizzate da amori impossibili
perché abbiamo paura di perderli
 o perché non conosciamo altre forme di “amore”
e continuiamo ad assuefarci all’altalenante somministrazione di odio e amore
come se fossero ingredienti inscindibili di un unico medicamento.
Il terrore di essere abbandonate o perseguitate si tramuta in cieca passività.
 Non si ha la percezione dei rischi perché non vogliamo vederli,
siamo ancore senza timoniere.

Ci sono amori che ci mutilano l’anima,
amputazioni impercettibili all’occhio umano.
Costantemente e subdolamente schiave di sogni calpestati,
di passioni cancellate,
 di volontà soppresse e tanto più ne siamo consce,
tanto più ci arrendiamo per intelligenza,
 per buon senso … o per paura.


Ettorina

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