IL TUMORE DELLA MAMMELLA. L’IMAGING DIAGNOSTICO, LA TERAPIA, L’ASSISTENZA. L’Associazione AnnaLaura Onlus dona un ecografo portatile di ultima generazione all’Unità Diagnostica di Senologia dell’Ospedale Fiorini

Tanti gli esperti che mercoledì 11 gennaio 2012 sono saliti in cattedra, nell’Aula Magna dell’Ospedale Alfredo Fiorini di Terracina, per condividere conoscenze scientifiche e illustrare i nuovi scenari che ricerca e tecnologia hanno disegnato per la cura del tumore della mammella. Tantissimi gli studenti che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa di formazione professionale dedicata agli iscritti al Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche “R”, accanto a personalità del mondo accademico, sanitario e politico-istituzionale.









L’occasione per il seminario dal titolo “Il tumore della mammella. L’imaging diagnostico, la terapia, l’assistenza” è stata offerta dalla donazione di un ecografo portatile di ultima generazione che l’Associazione AnnaLaura Onlus ha affidato al Servizio di Senologia-Radiologia, il quale consentirà indagini ecografiche in tempo reale durante le visite e sarà messo a disposizione del Pronto Soccorso nel caso di pazienti con gravi difficoltà di trasporto.





“Ringrazio le Istituzioni, da sempre attente e presenti, il prof. Gianfranco Raimondi, il dott. Eugenio Faiola e il dott. Piero Francioni che hanno fortemente voluto che la cerimonia di donazione dell’ecografo fosse suggellata da questo prezioso momento di studio. Ringrazio tutti i relatori, la segreteria organizzativa e didattica, gli allievi del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche, le associazioni e in particolare i ristoratori di ‘Terracina a tavola’ per il costante impegno nella promozione di eventi a favore di AnnaLaura – ha detto la presidente Ettorina Michelazzo all’apertura dei lavori - La patologia tema del seminario mi ha visto testimone nonché protagonista. La terapia mi lasciava tempo per me stessa, tempo che trascorrevo facendo scorrere fiumi di inchiostro, una sorta di diario dell’anima. Stralci di questo diario insieme alla dedica ad Anna e Laura sono stati letti oggi da un’interprete d’eccezione, attrice di fama nazionale e figlia della nostra terra: Gemma Marigliani. A lei un ringraziamento speciale.”



“L'Associazione AnnaLaura Onlus contribuisce alla realizzazione dell'Unità Diagnostica di Senologia con la donazione di un ecografo di ultima generazione e dedica la struttura a due ragazze Anna e Laura L’Aurora, la cui umanità e generosità verso il prossimo rivivranno in questo spazio dedicato alla diagnosi precoce del tumore della mammella, quale impegno civile per la tutela del diritto alla salute e per il rispetto della dignità delle persone.
Di Anna ricordiamo l’impegno profuso a favore dei più deboli, degli ultimi.
Da Laura ho ricevuto molto di più di quanto abbia dato, il debito nei suoi confronti non sarà mai estinguibile. La sua tenacia e tutto quello che mi lega a lei sono stati fondamentali per avviare con entusiasmo questa iniziativa, affinché la prevenzione sia un diritto e non un privilegio”.






Saranno proprio simili eventi di divulgazione scientifica uno degli strumenti che arricchiranno l’offerta formativa per i nostri studenti – ha promesso il prof. Gianfranco Raimondi, neo-presidente del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche “R dell’Università La Sapienza Polo Pontino – Attualmente sono quasi cinquecento i ragazzi che, presso l’ospedale di Terracina, hanno intrapreso un percorso di studio che deve prepararli ad operare in sinergia con l’equipe medica con competenza e responsabilità. La figura dell’infermiere è oggi ben lontana dall’addetto al cambio delle padelle: è il professionista che svolge ruoli decisivi in molti ambiti dei servizi sociosanitari, dalla diagnosi precoce alla gestione dell’urgenza, dall’assistenza alla riabilitazione, e che necessita pertanto di una formazione professionale specialistica e approfondita”.

‘Prevenzione’ e ‘diagnosi precoce’: sono state queste le parole chiave negli interventi di tutti i relatori.



“Quando la diagnosi avviene ancor prima della comparsa dei sintomi, la probabilità di curare definitivamente il tumore della mammella è altissima” ha assicurato il dott. Filippo Parisella, coordinatore TSRM del Servizio di Radiologia POC dell’Ospedale Fiorini.



I controlli di routine devono avere inizio intorno ai 20-25 anni mediante indagine ecografica – ha consigliato la dott.ssa Carla Vergaro – Dai 40 è possibile procedere con la mammografia. Ripetendo l’esame ogni 2 anni, abbiamo infatti la possibilità di osservare mutamenti e variazioni, di individuare e quindi di curare eventuali patologie ancor prima che assumano forma neoplastica”.


Negli ultimi anni abbiamo assistito a una tumultuosa rivoluzione tecnologica: il passaggio dall’analogico al digitale e la crescente capacità di rielaborazione dell’immagine hanno migliorato enormemente la precisione dell’indagine – ha raccontato il dott. Eugenio Leone Faiola – Tradotto in numeri, significa diagnosi sempre più precoce nel caso di malattia e, d’altro canto, una riduzione assai significativa dell’accesso a diagnosi invasive non necessarie.




“Sono molti e sempre più efficaci gli strumenti d’indagine a nostra disposizione – ha sottolineato il dott. Piero Francioni – La mammografia ha un ruolo dominante, insieme all’ecografia, alla risonanza magnetica e a macchinari innovativi come il DOBI, nella corretta prospettiva di una diagnosi integrata con cui è possibile raggiungere ottimi risultati”.


L’ultima conquista della ricerca made in USA si chiama Dynamic Optical Breast Imaging. “Si tratta di una metodica di indagine non invasiva, non radiante, che utilizza la luce al fine di individuare cambiamenti di natura vascolare ed evidenziare così l’eventuale presenza di attività neoangiogenetica legata all’insorgenza di una patologia aggressiva – ha spiegato l’ing. Silvia Bellini del Socrate Medical di Milano – Ciò dischiuderebbe un’interessantissima prospettiva di efficacia diagnostica anche su donne in età pre-screening per le quali le metodiche attuali risultano meno soddisfacenti”.




“Trent’anni fa l’approccio chirurgico al tumore della mammella era fortemente demolitivo. Oggigiorno, l’evoluzione della diagnosi e della terapia oncologica hanno ribaltato la situazione e il nostro intervento è sempre meno invasivo e sempre più efficace, tanto da rendere rari i casi di recidività” ha assicurato il prof. Gianni Casciaro, medico-chirurgo UOC Chirurgia POC dell’Ospedale Fiorini di Terracina.



“Se negli anni ’80 le probabilità di guarigione per donne affette dal tumore della mammella erano del 66%, ora tale percentuale è salita all’86-87% - ha confermato la dott.ssa Silvia Fattoruso, oncologa UOSD Oncologia POC dell’Ospedale Fiorini – Non solo: con i nuovi farmaci biologici o a bersaglio molecolare e un’efficace terapia di supporto, siamo diventati molto bravi a gestire gli effetti collaterali”.


“L’Ospedale Alfredo Fiorini di Terracina possiede tutte le risorse professionali per l’assistenza dei malati oncologici – ha tenuto a dire la dott.ssa Francesca d’Assisi Cardillo, responsabile del Servizio di Oncologia – Radiologi, chirurghi, oncologi e infermieri specializzati eseguono protocolli rispettosi delle linee guida e degli standard di qualità nazionali e, in sinergia con altre strutture territoriali, sanno offrire ai pazienti risposte adeguate e sicure”.

Ad ispirare la platea di studenti con una entusiastica descrizione dell’assistenza infermieristica alle pazienti oncologiche è stato, in conclusione del seminario, il dott. Ivano Giuliani, responsabile delle professioni sanitarie non mediche UOS Distretto 4.



“La nuova figura dell’infermiere è un’armoniosa sintesi di competenze e abilità tecniche nell’esecuzione delle prescrizioni mediche e di counselling psicologico – ha detto – Egli o ella devono saper accogliere il paziente, dedicarsi all’ascolto dei suoi bisogni e delle sue paure, senza mai formulare giudizi, ma supportandone la ricerca interiore di energie vitali che lo aiutino a elaborare la malattia. Le donne affette da tumore della mammella, in particolare, sono preoccupate di nuocere all’equilibrio familiare, temono la sofferenza e hanno difficoltà ad accettare la mutilazione: il nostro compito è offrire loro una presenza rassicurante e assumere un ruolo attivo nell’accompagnarle con informazioni e un concreto supporto organizzativo in tutte le tappe del percorso di cura”.


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